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Commento al Vangelo della Seconda Domenica di Avvento - 5 Dicembre 2021

  • Duomo Cagli
  • 4 dic 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

In questo tempo di Avvento e Natale, i Lettori istituti delle nostre Parrocchie di Cagli ci offrono un loro pensiero per meditare il Vangelo della Domenica.


Commento al Vangelo di domenica 5 dicembre 2021 (Lc 3,1-6)


Domenica scorsa, prima di Avvento, ci è stata indicata la meta verso la quale stiamo camminando e ci è stato ricordato l’atteggiamento di fondo da coltivare, quello di una vigilante attesa. Oggi, seconda domenica, la Parola ci viene consegnata attraverso un personaggio singolare, Giovanni Battista, un uomo lontano dalla nostra esperienza: vive nel deserto, si veste con pelli di animali, si ciba di miele e locuste.


Il vangelo inizia con le citazioni di tutti i notabili del tempo, per dire che in un frammento di storia precisa accade qualcosa di grande che riempie quella storia di significato. Ecco la frase centrale del testo: la Parola di Dio venne su Giovanni, nel deserto.


La Parola trova in Giovanni un terreno fertile perché lui ha un cuore orientato a Dio. Giovanni non teme il deserto, un posto che spaventa, che incute ansia. Per Giovanni il deserto diventa luogo di grazia, luogo del silenzio, condizione senza la quale è molto difficile poter ascoltare il Signore. Giovanni Battista grida: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri…” É forte il collegamento con la 1^ lettura dal profeta Baruc: spianare ogni alta montagna, colmare le valli livellando il terreno. La voce del Battista ci ricorda che ciò che ci separa dalla felicità a volte è una strada incidentata, una strada con valli e buche che vanno spianate.


Il primo impegno per noi è dare un nome a queste valli, ai burroni, ad ogni dosso, è capire quali sono le ferite, le resistenze che abbiamo dentro che frenano il nostro incontro con Lui. Non c’è vera attesa se non c’è questo sguardo di introspezione. Questo lavoro su strade complicate diventa però un guarire nella propria storia che è un frammento, un dettaglio ma Dio vuole tornare ad abitare questa storia e noi dobbiamo fare la nostra parte; ed ecco il secondo impegno: come Giovanni, provare ad essere culla per la Parola di Dio, trovare il tempo e il modo di far parlare Dio attraverso la sua Parola.


Come li ricordiamo quei notabili di cui parlavo all’inizio? Erode, quello che tentò di uccidere Gesù Bambino, Pilato che non ebbe il coraggio di far valere le proprie idee! Non vogliamo essere ipocriti come loro. Vogliamo tentare di imitare il Precursore di Gesù facendo nostri il suo coraggio e la sua onestà. Lavoriamo sulla nostra umanità perché l’incontro con il Signore accada davvero. Impegniamoci ad uscire dal deserto, cambiamo tutto ciò che ci separa da Lui.


Buon cammino!


Mariella Luchini

 
 
 

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