"Con gli occhi della carità" | La testimonianza alla Veglia per la Vita
- Duomo Cagli
- 5 feb 2022
- Tempo di lettura: 2 min

Ieri, presso il Duomo di Santa Maria Assunta di Cagli, si è svolta la Veglia per la Vita presieduta dal parroco don Diego Fascinetti.
Nella prima parte dell'incontro, la testimonianza di Enza, operatrice della Comunità Terapeutica Acquaviva per minori d'età che opera sul territorio dando cura a ragazzi con patologie.
Una testimonianza a favore della tutela della vita, in una delle sue forme di fragilità, da proteggere e accogliere.
"Con gli occhi della carità"
"Salve mi chiamo Enza e sono un'operatrice della comunità UTOPIA di Cagli, situata vicino al cimitero. La comunità è formata da due case: in quella chiamata CASA LUPO ROSSO, vi abitano 10 ospiti di età tra i 9 anni e 14 e nell’altra casa chiamata CASA ORRIZZONTI BLU vi abitano altri 10 ospiti tra i 14 anni ai 18.
La maggior parte di loro vanno a scuola, cercando di socializzare nel loro fantastico modo, altri (i ragazzi più grandi) svolgono anche diversi tirocini. Nel pomeriggio oltre a far i compiti alcuni vanno a cavallo, altri in piscina altri ancora a calcio. Alcuni ragazzi più grandi fanno parte del coro di Cagli.
In comunità ci sono delle regole comuni per vivere bene, ma la regola principale è rispettarsi a vicenda.
Io lavoro con i ragazzi dai 10 ai 15 anni , i più piccolini, siamo una equipe multidisciplinare composta da Oss, Psichiatri, Psicologi, Educatori, Maestre e Direttrici.
L’insieme degli operatori di Casa lupo rosso e Casa orizzonti blu formano l’EQUIPE ACQUAVIVA , una fantastica equipe che cerca di metterci tutto il suo apporto professionale ma anche quello personale.
Come avete notato all’inizio della testimonianza ho parlato di casa; sì, perché la comunità è UNA CASA PER UN PO’, quella casa che cerca di far sentire il ragazzo accolto, non giudicato, amato per quello che è, facendogli vivere la vita quotidiana a pieno, con tutti dolori, le gioie e le sofferenze…
Ogni ragazzo ha un vissuto proprio, chi un vissuto di dolore, chi di abbondono, chi di litigi in famiglia, chi ha solo un genitore chi è figlio dell’istituzione…
Le storie dei ragazzi sono storie veramente toccanti che per privacy non posso dire ma ti fanno vedere i problemi della vita con occhi diversi, personalmente quando mi lamento di qualcosa che non va penso a loro, ai quei piccoli ragazzi lontano dalle loro famiglie che si battono contro i servizi per cercare di migliore per ritornare a casa con i genitori, dove nei loro cuori prevale la tristezza, cerchiamo di consolarsi, e anche se abbiamo mille difetti, cerchiamo di fargli vedere a loro che la vita è bella nonostante gli ostacoli che mette davanti bisogna viverla a pieno, e nel loro strano e bizzarro modo ci provano.
Devo dire a questi ragazzi GRAZIE, GRAZIE DI VERO CUORE, perché guardandoli mi fanno capire la BELLEZZA DELLA VITA perché la vita non è solo gioia, la vita ti presenta ostacoli, sofferenze oltre che gioie, e molte volte non è come ci si aspetta, ma è proprio quella la bellezza, vivere proprio in quella sofferenza, in quella gioia, in quell’imprevisto.
Ed infine ringrazio DIO perché senza di lui non avrei potuto neanche essere di supporto a nessun ragazzo, non avrei neanche potuto vedere con occhi differenti, con occhi della carità".
Enza
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